Abbiamo la fortuna di vivere in un epoca dove stanno cadendo tutte le ideologie che vanno contro l'interesse dell'Uomo, della nostra individualità. Religione, politica e movimenti ideologici hanno mostrato, loro malgrado, la verità delle missioni svolte. Il Mago di Oz si è mostrato, anzi, lo abbiamo svelato. Ne abbiamo scoperto debolezze ed inganni. Anche l'arte e gli artisti hanno dato il loro contributo alla grande truffa. Tutto si muove per la ricerca di un guadagno maggiore a discapito della conoscenza del Sé. Alcune collettività si sono mosse e continuano a farlo promuovendo false immagini e modelli con la consapevolezza di creare i "Clienti" di domani. Non avevano preventivato le potenzialità del grande mezzo di comunicazione che è internet, come in passato si sono opposti alla divulgazione dei libri portatori di nuove idee. L'idea probabilmente era quella di riuscire a manipolare, anche in rete, i gusti e i pensieri delle "masse". Purtroppo per loro internet offre la possibilità a tutti, come sappiamo, di mettere in discussione qualsiasi cosa, di commentare, di confrontarsi in un rapporto 1 a1. Quindi, le verità propinate, vengono analizzate da ogni individuo e condivise con una velocità mai avuta in passato. Ci è stato detto cosa è giusto e cosa non lo è. Ci è stato raccontato ed ampiamente illustrato cosa è bello e cosa non lo è più. Chi decide cosa è contemporaneo? Lo decide chi vende.
Purtoppo molti artisti sono stati manipolati dal sistema ed hanno creduto che tutto ciò fosse "vero". Hanno ceduto all'inganno della razionalizzazione dell'arte, sono divenuti intellettuali...hanno confuso la cultura col sapere cognitivo. Una sperimentazione infinita.
Ogni indiiduo ha in sé la capacità di "sentire" un'opera d'arte. Non abbiamo bisogno di qualcuno che la analizzi e che crei una "storia" sull'opera che abbiamo di fronte. Sarebbe come voler spiegare a parole un simbolo, un archetipo... non si può. Gli archetipi, i simboli e le immagini create dagli artisti parlano allo spirito, all'anima alla parte più profonda dell'essere umano, dove passato e presente sono uno. Discorso a parte per la "Critica dell'Arte" dove accetto l'analisi strutturale, tecnica ed espressiva di un opera collocata in un ambito storico ben definito. Per questo motivo le opere d'arte (quelle che si possono definire tali) sono al di fuori del tempo. Anche se mostrano segni di attualità sono lontane dalle mode. Se guardiamo un cappello in produzione oggi ci sembra carino, se lo guardiamo tra qualche anno potrebbe risultare ridicolo, questo non avviene con l'Arte quando è tale. Le pitture parietali dipinte nelle grotte migliaia di anni fa sono attuali come lo saranno tra mille anni i dipinti e le sculture di Michelangelo e Modigliani.
La creazione del Concettuale
Ponendoci nei panni di chi ha bisogno di proporre in vendita ad un pubblico ben ammaestrato troveremo subito interessante l'idea del concettuale nell'arte contemporanea. Allora per prima cosa si cancella la parola "bello" dal vocabolario per sostituirla con "interessante", conviene. Poi inizieremo a creare una "storia" credibile che sia appprezzata dagli intellettuali e, se possibile, non comprensibile ai più. Infatti posti di fronte ad un opera di tipo concettuale la maggior parte del pubblico, se interrogata, risponde "non la comprendo, ma se è esposta in un Museo ed è stampata su grandi cataloghi e ne parlano intellettuali così famosi... sarà bella davvero". Di cos'altro abbiamo bisogno per vendere il nostro prodotto? Dell'artista. Quello non è un problema, possiamo educarlo. Trovare un giovane artista (deve essere giovane in vista di una cospicua produzione e possibilmente deve vivere il più a lungo possibile) talentuoso e renderlo partecipe della nostra storia educandolo ad apprezzare le teorie che abbiamo pre-fabbricato... e deve crederci profondamente, senza dubbio alcuno.
Ora che abbiamo il prodotto possiamo avviare la vendita e la promozione del nostro artista o meglio gruppo di artisti, diversificare è una regola che si utilizza nelle moderne industrie. Cosa manca ancora? Un canale di vendita. Non abbiamo bisogno di crearlo esistono le gallerie d'Arte che possiamo utilizzare e che sono presenti quasi in ogni città. Non dimentichiamo le case d'asta, ottime per lanciare il prodotto e per alzarne subito il prezzo. Con un buon investimento potremmo prevedere di acquistare noi stessi le prime opere pagando solo i diritti d'asta che è una percentuale bassa se consideriamo i futuri guadagni che sicuramente ne trarremo. Dunque possiamo partire....
Ma allora, se la maggior parte delle opere che vediamo su quotidiani, riviste, televisione ecc. sono frutto di questo diabolico meccanismo di vendita di chi ci dovremmo fidare per l'acquisto di un'opera da porre nella nostra collezione? Fidati del tuo istinto.
Ho descritto una ipotetica "Azienda" produttrice di arte contemporanea che utilizza una tipologia espressiva che ho definito concettuale, ma lo stesso potrebbe avvenire, e avviene, con il figurativo o qualunque altro prodotto chiamato artistico. Di fondamentale importanza è che possa essere riprodotto in moltissimi esemplari se tentiamo una vendita ad un vasto pubblico con prezzi accessibili. Basta uscire e guardarsi intorno, fare un giro delle gallerie prendendo alcune città come campione e noteremo subito che gli artisti proposti sono quasi sempre gli stessi ovunque. Ma quanto lavorano questi artisti... Si tratta spesso di opere uniche, oli, tempere... non sarebbe possibile farlo se dietro non esistesse una organizzazione produttiva e di vendita ben strutturata. Sommando tutte le opere uniche che troviamo nelle varie gallerie del globo noteremo subito che la produzione non potrebbe essere stata fatta da un solo artista.
P.S. Condivido questi miei pensieri anche per provocare in chi legge una reazione contraria e discordante da quello che fin ora scritto, quindi i commenti costruttivi sono ben accetti e non considero tutta l'arte contemporanea e neanche tutti gli artisti "seguaci" di questa macchinazione. Posso sempre cambiare idea... grazie a Dio lo faccio di continuo.