I
"Ritagli" di Tiberio Gracco
Di Plinio Caio
Gracco
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Dalla
produzione recente di Tiberio Gracco emergono importanti
spunti di riflessione sull'Io in rapporto con l'Altro.
La presenza predominante è la donna, simbolo di potere, di
controllo, di volontà di trasformare l'altro, di
"ritagliarlo", secondo il proprio gusto, e di "appenderlo" o
"sistemarlo" dove le pare e piace. Una forza oscura,
apparentemente inspiegabile, a volte nelle sembianze di un
"mangiatore di stelle", sembra "divorare" tutto ciò che la
circonda, sottrarre all'altro luce e calore, rubare
ingordamente lo spazio altrui. Appena, però, questa
influenza accentratrice viene messa da parte, relegata in un
angolo della scena, ridimensionata da una ventata
d'innocenza, ecco che l'"omino", troppo a lungo trattenuto,
spicca il volo alla conquista della libertà perduta. Al di
là della legge vigente, al di sotto dell'ordine imposto,
ansima un desiderio di "riscatto", di sfuggire al controllo
e riconquistare finalmente la propria individualità.
Plinio
Caio Gracco
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